Chi sono

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La mia ricerca è improntata sulla sintesi di ciò che osservo.

Nasce dall’ esigenza di decodificare la realtà attraverso gesti rapidi, macchie, segni, linee che hanno ruoli, gerarchie, identità.

Di semplificarla, in un certo senso, ma in maniera impulsiva,

In un flusso diretto dagli occhi alle mani.

Quest’ indangine prende spunto da un’ esperienza vissuta anni fa, in Erasmus, quando la frequentazione di un corso tenuto dai professori  Begona Lopez Rodriguez e Daniel Horcajada Diaz, che non smetterò mai di ringraziare, mi porta­ ad approcciarmi per la prima volta in vita mia alla pittura.

Impostate sulla sintesi, sulla sensibilizzazione a luce, volume, linea, gesto, peso, le lezioni si svolgevano realizzando quadri composti in pochissimo tempo, simultaneamente all’ osservazione di coreografie contemporanee, tribali o flamenche. Lo scopo era rappresentarle, gettarle su carta mentre le si guardava, andando quasi a bloccare e trasmettere le sensazioni suscitate.

 Non si insegnava alcuna tecnica, l’importante era che ci fosse ‘’ intenzione’’.

Quest’esperienza mi segna profondamente, trovo una mia dimensione, scopro una nuova libertà espressiva.

Ho sempre amato disegnare, ma sino a quel momento mi esprimevo solo a matita o bic nera. L’ incontro con la pittura rinnova e rafforza  un trasporto già intensissimo, offrendomi un nuovo e inaspettato canale di comunicazione.

Scopro la potenza di questa forma espressiva, quasi fisica e me ne lascio colmare.

Da quel momento scatta qualcosa di molto forte che prenderò il coraggio di ammettere e iniziare a condividere soprattutto dopo la laurea magistrale in Ingegneria edile – Architettura.

La mia ricerca attuale prosegue questo discorso.

E’ un linguaggio che si sta ancora formando e credo rifletta in parte gli studi che ho fatto.

La suddivisione dei dipinti tramite interruzioni bianche, l’inserimento di forme geometriche in primo piano o sullo sfondo è come se ripristinasse un equilibrio, un ordine, uno spazio entro il quale esprimermi o raccontare quello che ascolto o vedo.

La mia ricerca dunque prosegue un percorso già tracciato, il mio intento è quello di sintetizzare tutto ciò che mi arriva, cercando di riassumerlo, tradurlo e restituirlo interpretato in un quadro compiuto.

Un processo in una foto.

Quasi vorrei un distillato.

Con questo tipo di approccio ultimamente sto realizzando anche una serie di quadri ‘’musicali’’ , corrispondenti alla canzone che ascolto in quel momento. Sono sempre realizzati in maniera rapida, per non contaminare troppo l’impulso iniziale, proprio come facevo con le coreografie.

Spesso mi ritrovo a far convergere e corrispondere musica e immagini.

Parallelamente altri dipinti sono semplicemente astratti rappresentativi di alcune sensazioni, stati d’animo,

che dunque diventano pura istintualità.

 

La mira è di applicare questa sintesi emozionale a tutto.

Emozioni e visioni possono essere bloccate su carta

in getti concreti di colore,

fossili di impulsi e sensazioni.

 

Tra i piccoli passi che sto compiendo rientrano

la partecipazione alla mostra collettiva del concorso Ginko Award 2016, una piccola mostra personale tenuta presso la struttura Anticafè come piccola raccolta dei lavori elaborati in erasmus ( intitolata ”Istantanee” ) nel febbraio – marzo 2016, la partecipazione a vari eventi Level Art Exhibition organizzati dall’ associazione Ignorarte,  la partecipazione con un live painting in occasione dell’ inaugurazione di’ Monumento a un caduto ” per lo scultore Salvatore Cammilleri, la mostra personale Energheia per il primo premio Ginko Award 2017.